Benedetta Donato

“La sua opera non è mai la copia di un oggetto, né la proiezione di un'immagine interiore; è un oggetto di più, subito situato tra il mondo e l'artista: un documento visibile del loro colloquio, quasi un'arcata di più di un ponte gettato tra queste due cose, il mondo e l'artista”.

Luigi Carluccio, La faccia nascosta della luna, Scritti scelti, 1967


La serie Eros di Bruno Cattani invita a riconsiderare con occhi e percezione nuovi, temi quali il desiderio e il pathos, intesi come quel sentimento capace di suscitare un'intensa emozione e una totale partecipazione sul piano estetico ed emotivo.

L'arte scultorea, ripresa in alcune delle sue più alte rappresentazioni, diviene il pretesto per restituire un'inedita interpretazione dell'intenso rapporto tra bellezza ed erotismo, matericità ed astrazione, vero e falso, affinità e distinzioni, conducendo lo spettatore ad una contemplazione empatica e visionaria, che scaturisce dalla sorprendente umanizzazione dell'oggetto plastico così restituito.
Si tratta di una vera e propria metamorfosi, di uno slancio vitale, reso possibile grazie al sapiente utilizzo che l'autore fa della della fotografia, come mezzo più idoneo al raggiungimento del risultato perseguito: donare finalmente respiro alle opere riprese, creare modelli - protagonisti ed interlocutori - di un dialogo intorno all'erotismo e al desiderio.
Le fotografie di Cattani rivelano sembianze e fattezze sconosciute perchè travalicano l'oggetto in sé; decontestualizzate dall'immobilismo in cui storicamente vengono recluse dalla materia prima e dal tempo, queste figure rappresentano elementi vivi e complessi dotati di memorie dinamiche, che si mostrano come soggetti carnali, pulsanti e mutevoli.

Eros raccoglie gli anni di appassionate indagini e affascinanti percorsi nell'universo della scultura, in cui l'autore ha saputo intercettare e plasmare quegli aspetti oscuri e nascosti del desiderio, che finalmente si rivelano, grazie ad uno sguardo capace di cogliere istinti e pulsioni, non più confinati nella materia fissa e definitivamente forgiata, ma ora appartenenti alla realtà, alla sfera dell'emotività, perchè divenuti inequivocabilmente evidenti, in figurazioni di forte impatto visivo, come corpi vigorosi, dotati di profonda vitalità.

© Benedetta Donato, 2019