Michel Quétin

L'anello di Saturno
Una sera, ricordando i suoi inizi davanti ad alcuni amici, il fotografo Sebastiao Salgado evocò l'importante ruolo che per lui aveva avuto la frequentazione dei musei di pittura. Nei quadri che rappresentano scene di genere e ritratti, aveva imparato molto dagli sguardi e si chiedeva ad alta voce, pressappoco in questi termini: "Che cosa prevale in una persona? Innanzi tutto i suoi occhi, sempre i suoi occhi".
Per Bruno Cattani, i musei, i musei di sculture, sono dei luoghi particolari d'incontro, dove le statue manifestano la loro presenza fissando i visitatori e anche scambiandosi tra loro sguardi, che l'occhio ciclopico del fotografo rievoca dopo centinaia o migliaia di anni.
E l'unione dei due sguardi che Bruno mi ha mostrato e che ci offre è molto eloquente.
Mi ricordano, questi sguardi, l'inizio di una strofa che cantava Georges Brassens.
Se la memoria non m'inganna, iniziava così:
"Conosco a memoria tutte le tue grazie,
E per farmele dimenticare,
occorrerà che Saturno ne faccia:
Di giri di clessidra..."

Michel Quétin